Una casa per il lavoro: il nuovo benefit per le imprese bolognesi


17 Settembre 2026|4 Minuti

A Bologna la questione abitativa compie un salto di qualità. Trovare un alloggio a prezzi accessibili è ormai un ostacolo non solo per le famiglie in difficoltà, ma anche per la fascia di lavoratori con reddito intermedio. Una criticità che si riflette direttamente sulla capacità del tessuto produttivo e sociale di attrarre e trattenere competenze sul territorio.

Per rispondere a questa sfida, il 1° settembre 2026 è stata lanciata “Una casa per il lavoro”, la nuova manifestazione di interesse promossa da Fondazione Abitare Bologna (FAB) in stretta sinergia con il Comune e le imprese della città metropolitana.

Il punto di partenza dell’iniziativa consiste in 25 alloggi di edilizia pubblica messi a disposizione dal Comune di Bologna. Si tratta di immobili sfitti che necessitano di interventi di ristrutturazione: un limite storico per l’amministrazione che diventa oggi una risorsa grazie al contributo del mondo imprenditoriale.

Il meccanismo è semplice e innovativo:

  1. Finanziamento dei lavori: L’impresa aderente sceglie uno o più alloggi e ne finanzia la riqualificazione.

  2. Piano di rientro: La Fondazione Abitare Bologna rimborsa l’azienda dei costi sostenuti secondo un piano concordato.

  3. Benefit aziendale: Una volta completata la convenzione (della durata compresa tra 7 e 12 anni), l’impresa destina l’alloggio a una propria lavoratrice o a un proprio lavoratore.

Se il rapporto di locazione dovesse concludersi prima della scadenza, l’azienda potrà indicare un nuovo dipendente, mantenendo attivo il beneficio per tutta la durata dell’accordo.

Uno dei punti di forza di “Una casa per il lavoro” è la gestione integrata affidata interamente a FAB. La Fondazione si occupa di:

  • Progettare e coordinare i lavori di ristrutturazione.

  • Stipulare e gestire i contratti di locazione a canone concordato.

  • Mantenere i rapporti con gli inquilini e fornire supporto gestionale anche in caso di eventuali morosità.

Tutte queste attività vengono svolte senza alcun onere economico o burocratico aggiuntivo per l’impresa o per il dipendente.

I destinatari dell’iniziativa sono lavoratrici e lavoratori delle aziende aderenti che rientrano nei parametri stabiliti per l’affitto civico:

  • ISEE: compreso tra 9.360 e 35.000 euro.

  • Sostenibilità del canone: l’affitto mensile non può superare il 40% del reddito mensile del lavoratore.

  • Assenza di adeguata disponibilità abitativa sul territorio.

In questo modo, si offre una soluzione abitativa stabile, a un prezzo ampiamente calmierato rispetto alle dinamiche del mercato libero.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra FAB e clubPRO (la rete di imprese metropolitane) ed è il frutto di un percorso avviato a dicembre 2025 all’Opificio Golinelli.

Sebbene parta con una prima fase sperimentale di 25 alloggi, la manifestazione d’interesse rimarrà sempre aperta: in futuro potranno aggiungersi nuovi immobili conferiti da altri soci della Fondazione o da Comuni dell’area metropolitana.

Con “Una casa per il lavoro”, la casa smette di essere solo un costo o un problema individuale e diventa un’infrastruttura sociale ed economica, fondamentale per il futuro sostenibile di Bologna e di chi la vive ogni giorno.

La documentazione completa del bando e i dettagli per le imprese sono consultabili sul sito di Fondazione Abitare Bologna: link

Giulia Agnoletti