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Piccioni in città: le regole per una convivenza possibile
Sono una presenza abituale dei nostri centri urbani, ma quando diventano troppo numerosi possono creare problemi di igiene, decoro e manutenzione degli edifici. A Bologna esistono precise regole per prevenirne la proliferazione e favorire una convivenza equilibrata.
Camminando per Bologna è difficile non incontrarli: sui tetti, sui cornicioni, nelle piazze e nei cortili condominiali, i piccioni fanno ormai parte del paesaggio urbano. La loro presenza, però, può diventare problematica quando si concentra in determinate aree o quando gli edifici offrono condizioni favorevoli per la nidificazione.
Per questo il Comune di Bologna ha previsto specifiche disposizioni per contenere la presenza dei colombi in città, intervenendo sia sul comportamento delle persone sia sulla gestione degli edifici.
Il Comune di Bologna disciplina la presenza e la gestione della fauna urbana attraverso il Regolamento di Tutela della Fauna Urbana e specifiche ordinanze sindacali in materia di igiene e sanità pubblica.
I punti chiave che ogni proprietario o residente deve conoscere riguardano principalmente tre ambiti:
- Divieto di somministrazione di cibo: È severamente vietato dare da mangiare ai piccioni sul suolo pubblico, dai balconi, dai terrazzi e negli spazi privati. La somministrazione incontrollata di mangime favorisce infatti la proliferazione delle colonie e il verificarsi di situazioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario.
- Obbligo di manutenzione degli immobili: I proprietari di edifici, complessi condominiali e locali commerciali sono tenuti a mantenere in buono stato di conservazione le facciate e i sottotetti. È fatto obbligo di chiudere anfratti, soffitte e nicchie che possano offrire riparo o diventare siti di nidificazione.
- Tutela del benessere animale: Poiché il colombo di città è tutelato come parte della fauna selvatica urbana (ai sensi della Legge 157/1992 e delle direttive regionali dell’Emilia-Romagna), qualsiasi intervento di allontanamento deve avvalersi esclusivamente di metodi non cruenti e dissuasivi incruenti.
La cura degli spazi è una responsabilità condivisa: proprietari e conduttori degli edifici, insieme agli amministratori condominiali quando presenti, devono provvedere alla pulizia delle aree comuni, come cortili, marciapiedi e sottoportici, compresa la rimozione del guano e, quando necessario, gli interventi di disinfezione. In presenza di particolari criticità, il Comune può inoltre richiedere gli interventi necessari attraverso specifici provvedimenti.
Prevenire, però, è sempre il primo passo. Impedire l’accesso a sottotetti, cavedi e altri spazi che possono diventare luoghi di nidificazione, così come mantenere in buone condizioni gli edifici, può evitare che la presenza dei colombi diventi difficile da gestire.
La normativa comunale prevede inoltre la possibilità di attivare piani di controllo della popolazione dei colombi quando la loro presenza determina problemi igienico-sanitari o particolari condizioni di rischio. Gli interventi vengono programmati dal Comune, anche con il coinvolgimento dell’Azienda USL, e il Regolamento comunale per la tutela della fauna urbana privilegia, dove possibile, metodi incruenti.
Il monitoraggio delle popolazioni, lo studio delle colonie e delle loro abitudini, il controllo dei siti di nidificazione e la protezione degli edifici attraverso sistemi di prevenzione sono quindi parte di una strategia più ampia, che non punta semplicemente ad allontanare i piccioni, ma a gestire in modo equilibrato la loro presenza negli spazi urbani.
È un tema che coinvolge tutti: amministrazione pubblica, proprietari degli immobili, amministratori condominiali e cittadini. Anche le piccole attenzioni quotidiane possono fare la differenza: non alimentare i volatili, non lasciare cibo a disposizione e segnalare tempestivamente eventuali situazioni problematiche contribuisce a evitare che si creino condizioni favorevoli alla formazione di colonie.
Giulia Agnoletti









