Acer con la Città Metropolitana contro la violenza sulle donne


20 Gennaio 2024|2 Minuti

Le politiche di genere, non solo all’interno dell’azienda ma soprattutto nei confronti delle utenti, sono al centro dei progetti di welfare di Acer, in particolare nell’attuale consigliatura.

Acer non solo è partner attivo del Piano per l’Uguaglianza della Città Metropolitana di Bologna, ma agisce anche in autonomia. Attraverso patti con associazioni antiviolenza, ad esempio, l’Azienda Casa ha messo a disposizione di donne che escono da percorsi di violenza alloggi ripristinati secondo le esigenze di chi li abiterà, per permettere loro di ricostruire la propria vita lontano dagli autori di violenza.

In occasione dell’ultimo 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Acer è stata tra i firmatari del Protocollo per la promozione dell’autonomia abitativa per le donne vittime di violenza, nato nell’ambito del Piano per l’uguaglianza.

“Sappiamo tutti che il maltrattante quasi sempre possiede le chiavi di casa – ha commentato il presidente di Acer Bologna Marco Bertuzzi in quell’occasione – Molte donne che vivono nei nostri alloggi non denunciano i compagni maltrattanti perché temono di perdere la casa e, di conseguenza, i figli. Non è così, ma è difficile spiegarlo a persone con scarsi mezzi se non le si pone davanti ad azioni concrete. In questi ultimi anni Acer, di fronte a oggettive situazioni di rischio, ha ovviato con i propri mezzi, non potendo cambiare le leggi e i regolamenti regionali e comunali. Per esempio, nel caso di un marito maltrattante intestatario dell’alloggio allontanato da casa con sentenza del giudice, abbiamo passato l’intestazione in capo alla moglie che è potuta rimanere nell’alloggio con i figli. Vogliamo rassicurare le donne maltrattate che vivono nelle case popolari: denunciate perché in nessun caso perderete l’alloggio”.

L’elemento più sottolineato da Bertuzzi è che ad Acer non interessa tanto l’aspetto sanzionatorio nei confronti del maltrattante, che spetta ad altri organi, quanto la tutela delle donne maltrattate, auspicando anche che si possa prevedere punteggi preferenziali per le donne vittime di violenza nell’accesso alle case popolari e altre analoghe politiche di tutela.